I controlli di conformità al disciplinare di produzione

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Nello scorso articolo avevamo definito il disciplinare di produzione e ne avevamo analizzati i requisiti obbligatori e facoltativi previsti sia dalle norme europee che nazionali.

Vediamo adesso come sono strutturati i controlli di conformità da parte dei vari organismi di controllo.

  1. LE FONTI NORMATIVE

I controlli di conformità concernono procedure dirette ad accertare che il vino che l’operatore vinicolo intende commercializzare sia conforme al proprio disciplinare di produzione.

Tali controlli si pongono, all’evidenza, nell’ottica di garantire l’autenticità dei prodotti che si intende collocare sul mercato e dei quali si intenda sfruttare le qualità.

La prima norma che viene in considerazione è rappresentata dall’art. 25 del regolamento n. 607 del 2009 della Commissione.

Per quel che riguarda l’Italia è stato adottato il sistema di controllo sistematico, che prevede una prima fase di prelievo del campione di prodotto presso le varie aziende e il successivo rilascio dell’attestazione di conformità.

Per quel che concerne, invece, la normativa nazionale, una delle norme da tenere sempre presente è l’art. 65 del T.U. del vino:

Art. 65

Analisi chimico-fisica e organolettica

1. Ai fini della rivendicazione dei vini a DOCG e DOC, prima di procedere alla loro designazione e presentazione, la verifica a cui devono essere sottoposte le relative partite da parte del competente organismo di controllo comporta l’esecuzione dell’analisi chimico-fisica e organolettica che attesti la corrispondenza alle caratteristiche previste dai rispettivi disciplinari, con le modalita’ stabilite nel presente articolo. La positiva attestazione e’ condizione per l’utilizzazione della denominazione e ha validita’ di centottanta giorni per i vini a DOCG, di due anni per i vini a DOC, di tre anni per i vini a DOC liquorosi.

2. L’esame analitico, previsto anche per la rivendicazione dei vini a IGT, deve riguardare almeno i valori degli elementi stabiliti dalla vigente normativa dell’Unione europea e quelli caratteristici della DOCG, DOC e IGT in questione indicati nel rispettivo disciplinare di produzione.

3. L’esame organolettico e’ effettuato da apposite commissioni di degustazione, tra cui quelle istituite presso le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, indicate dal competente organismo di controllo, per le relative DOCG e DOC.

4. Presso il comitato di cui all’articolo 40 e’ istituita la commissione di appello, incaricata della revisione delle risultanze degli esami organolettici effettuati dalle commissioni di cui al comma 3.

5. Con decreto del Ministro, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono stabilite le procedure e le modalita’, mediante i servizi del SIAN, per:

a) l’esecuzione degli esami analitici e organolettici mediante controlli sistematici per i vini a DOCG;

b) l’esecuzione degli esami organolettici mediante controlli sistematici per le DOC con produzione annuale certificata superiore a 10.000 ettolitri e mediante controlli a campione per le DOC con produzione annuale certificata inferiore a 10.000 ettolitri. Le singole DOC con produzione annuale certificata inferiore a 10.000 ettolitri possono optare per esami organolettici mediante controlli sistematici;

c) l’esecuzione degli esami analitici mediante controlli a campione, basati su analisi dei rischi, per i vini a DOC e IGT. Le singole DOC possono optare per esami analitici mediante controlli sistematici;

d) le operazioni di prelievo dei campioni;

e) la comunicazione dei parametri chimico-fisici per i vini a DO e IG attestati da parte di un laboratorio autorizzato;

f) la definizione dei limiti di tolleranza consentiti tra i parametri chimico-fisici comunicati ai sensi della lettera e) e i parametri chimico-fisici riscontrati successivamente nella fase di controllo e vigilanza.

6. Con il decreto del Ministro di cui al comma 5 sono stabilite le modalita’ per la determinazione dell’analisi complementare dell’anidride carbonica nei vini frizzanti e spumanti e sono definiti i criteri per il riconoscimento delle commissioni di degustazione di cui al comma 3 e della commissione di cui al comma 4.

7. I costi per il funzionamento delle commissioni di degustazione, ivi compresa la revisione delle risultanze degli esami organolettici di cui al comma 4, sono posti a carico dei soggetti che ne richiedono l’operato. L’ammontare di tali costi e le modalita’ di pagamento al competente organismo di controllo sono stabiliti per ciascuna DOCG o DOC nel prospetto tariffario predisposto dal medesimo organismo di controllo e approvato dal Ministero contestualmente al piano dei controlli, in conformita’ alle previsioni di cui all’articolo 64.

8. Con il decreto del Ministro di cui al comma 5 sono altresi’ stabilite, in relazione al prelevamento, da chiunque effettuato, dei campioni di vini denominati con la DOP o l’IGP pronti per il consumo e detenuti per la vendita oppure gia’ posti in commercio, le procedure e le modalita’ per: a) il prelevamento dei campioni da destinare all’esame organolettico; b) l’individuazione degli organismi da incaricare per l’esecuzione dell’esame organolettico sia di prima che di seconda istanza; c) l’esecuzione dell’esame organolettico; d) l’ammontare degli importi e il pagamento dell’esame organolettico all’organismo di controllo nel caso in cui l’esito dell’analisi sia sfavorevole alla parte.

Per quel che concerne le denominazioni di origine, invece, le relative procedure di prelievo, i controlli, l’esame organolettico, ecc. sono ricomprese nel D.M. 11 novembre 2011.

 

2. LE AUTORITA’ NAZIONALI DI CONTROLLO

Sulla base dell’art. 146 del Regolamento 1308 del 2013 ciascuno Stato dell’Unione Europea deve prevedere organismi di controllo che si occupino dei controlli di conformità.

A loro volta, tali organismi di controllo devono possedere tutti i requisiti previsti dal Regolamento 882 del 2004.

Come immaginabile, in Italia l’autorità nazionale responsabile del coordinamento dei vari organismi di vigilanza è il Mipaaf (per il tramite dell’ICQRF), che tramite decreto autorizza autorità pubbliche o enti privati alle operazioni di controllo. In questo caso la norma di riferimento è l’art. 64, comma 17, del T.U. del vino.

Le autorità di controllo sono, a seguito di autorizzazione, inserite in un apposito elenco pubblicato periodicamente sul sito dello stesso Ministero.

3. IL SISTEMA DELLE ISPEZIONI E DEL RILIEVO DELLE IRREGOLARITA’

Un’importante funzione demandata a ciascun organismo di controllo è rappresentata dal compimento di ispezioni su una percentuale di aziende prevista nel piano dei controlli.

Quali debbano essere le ditte da sottoporre ad ispezione è stabilito mediante sorteggio al quale deve presenziare un funzionario dell’ICQRF e della regione competenti per il territorio dove è situata la denominazione d’origine o l’indicazione geografica in questione.

Per chi volesse approfondire maggiormente le modalità dei controlli si rimanda al D.M. 14 giugno 2012.

Una volta effettuati i controlli, i dati devono essere tempestivamente trasmessi al SIAN affinché possano essere consultati dalle regioni, dai consorzi di tutela e da altri organismi di vigilanza.

Laddove, poi, l’autorità di controllo rilevi non conformità gravi, sarà tenuta a comunicarle all’interessato e all’ICQRF entro 15 giorni dalla data di accertamento documentale o entro 20 giorni dal momento dell’accertamento. In entrambi i casi si tratta, tuttavia, di termini ordinatori, pertanto, il loro mancato rispetto non influirà sulla regolarità della procedura di contestazione.

Una volta contestate le suddette irregolarità, l’operatore avrà 30 giorni di tempo per far pervenire al medesimo organo accertatore il ricorso contro la non conformità del proprio prodotto.

La decisione sulla fondatezza o meno del ricorso dovrà avvenire entro 45 giorni.

Un’altra tipologia di non conformità è quella lieve, che si verifica quando le irregolarità possono essere sanate attraverso azioni correttive che non influiscono sul prodotto. Esse, tuttavia, diventano gravi quando l’interessato non fornisce entro 30 giorni riscontri ai rilievi dell’organismo di controllo.



 

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