La procedura di autorizzazione per i nuovi impianti di vigneti

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Il Regolamento comunitario n. 1308 del 2013 agli articoli 62 e segg. sancisce il regime delle autorizzazioni ad impiantare nuovi vigneti (in vigore dal 1° gennaio 2016 fino al 31 dicembre 2030).

Tale regolamentazione è finalizzata sia a consentire la selezione delle coltivazioni sulla scorta dei diversi obiettivi dei produttori, sia a tenere sotto controllo il potenziale produttivo vitivinicolo.

Ebbene, il Mipaaf con decreto n. 12272 del 15 dicembre 2015 ha dato attuazione a livello nazione del suddetto regolamento dettando le condizioni che devono sussistere affinché lo Stato rilasci le autorizzazioni all’impianto di nuovi vigneti.

Il sistema che regola il rilascio di dette autorizzazioni è sviluppato su due piani, l’uno regionale, l’altro statale.

Per quel che riguarda la competenza regionale, essa – a seguito dell’approvazione del decreto n. 527 del 2017 – consiste nella possibilità di intervenire all’intero del territorio di competenza al fine di stabilire i criteri di priorità; ciò nell’ottica di incrementare la produttività adeguandola alla competitività delle imprese che agiscono sul territorio.

Con riferimento alla competenza dello Stato, essa si identifica con la rimozione degli ostacoli normativi che ostano all’impianto del nuovo vigneto e, pertanto, al rilascio della vera e propria autorizzazione.

Sul punto, è bene segnalare l’art. 7-bis del Decreto 527/17 che stabilisce come dal 2017 “le Regioni possono applicare, per una percentuale complessiva pari al 50 per cento della superficie di cui all’articolo 9, comma 5, i seguenti criteri di priorità:

a) superfici da adibire a nuovi impianti nell’ottica di accrescere le dimensioni di aziende piccole e medie di cui al paragrafo 2, lettera h) dell’articolo 64 del Regolamento e l’allegato II del Regolamento delegato. Tale criterio è considerato soddisfatto se sono rispettate le condizioni seguenti:

1) la complessiva superficie aziendale è compresa tra 0,5 ettari e 50 ettari, tuttavia in tale ambito le Regioni possono definire un intervallo inferiore;

2) il richiedente, al momento della richiesta possiede una superficie vitata che non fruisce delle esenzioni di cui all’articolo 1 del Regolamento delegato;

b) superfici in cui l’impianto di vigneti contribuisce alla conservazione dell’ambiente di cui al paragrafo 2, lettera b) dell’articolo 64 del Regolamento e l’allegato II del Regolamento delegato. Tale criterio è considerato soddisfatto se i richiedenti sono già viticoltori al momento di presentare la richiesta e hanno effettivamente applicato le norme relative alla produzione biologica di cui al regolamento (CE) n. 834/2007del Consiglio e, se applicabile, al regolamento (CE) n. 889/2008 della Commissione all’intera superficie vitata delle loro aziende per almeno cinque anni prima di presentare la richiesta;

c) organizzazioni senza scopo di lucro con fini sociali che hanno ricevuto terreni confiscati per reati di terrorismo e criminalità di altro tipo di cui all’allegato II paragrafo I, lettera II, del Regolamento delegato. Tale criterio è considerato soddisfatto se il richiedente è una persona giuridica, a prescindere dalla sua forma giuridica, e se sono soddisfatte le condizioni seguenti:

1) il richiedente è un’organizzazione senza scopo di lucro che esercita esclusivamente attività a fini sociali;

2) il richiedente usa i terreni confiscati solo ai propri fini sociali a norma dell’articolo 10 della direttiva 2014/42/UE del Parlamento europeo e del Consiglio;

3) i richiedenti che rispettano questo criterio si impegnano, per un periodo di 5 anni, a non affittare né vendere la o le superfici di nuovo impianto ad altra persona fisica o giuridica. Tale periodo non si estende oltre il 31 dicembre 2030.

2. Ciascuna Regione, entro il 30 gennaio di ogni anno, comunica al Ministero secondo la tabella riportata nell’Allegato II, la ponderazione da attribuire ad ognuno dei criteri di cui al comma 1, associando un valore individuale compreso tra zero (0) e uno (1). La somma di tutti i valori individuali deve essere pari a uno.

3. Le Regioni che non applicano la previsione di cui al comma 1 comunicano tale decisione al Ministero, con le modalità previste dal comma 2“.

Come presentare la domanda

La domanda di autorizzazione all’ampliamento viene presentata dai soggetti interessati mediante istanza sul portale telematico del SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale), all’interno del quale è prevista dal 15 al 31 marzo di ogni anno un’apposita sezione concernente il Registro informatico pubblico delle autorizzazioni per gli impianti viticoli. La richiesta può essere effettuata solo dal soggetto che, alla data in cui richiede l’ampliamento, ha la conduzione del terreno per il quale richiede l’autorizzazione. La stessa azienda può, inoltre, cumulare le richieste di autorizzazione qualora debba richiedere l’ampliamento in più regioni, purché tutti i terreni coinvolti le appartengano.

La superficie assegnabile ogni anno non può superare la soglia dell’1% della superficie vitata nazionale alla data del 31 luglio dell’anno precedente. Nel caso, poi, le richieste di ampliamento all’interno della medesima regione superino le soglie calcolate a livello regionale, dovrà essere in ogni caso essere attribuita ad ogni soggetto richiedente almeno una superficie di 0,1 ettari, così come potranno essere stabilite ulteriori limitazioni in caso di superamento della soglia consentita dovuta al complesso delle domande annuali presentate, oppure nel caso in cui si voglia evitare il rischio di una produzione che ecceda quelle che sono le prospettive reali di mercato o, ancora, per evitare che una determinata denominazione d’origine (o indicazione geografica) protetta si svaluti eccessivamente. Tra l’altro, è riconosciuto anche alle associazioni professionali la facoltà di trasmettere entro il 15 gennaio di ogni anno delle raccomandazioni – corredate ovviamente di documentazione tecnica – in ordine alla opportunità o meno di stabilire delle limitazioni.

Chi dispone le autorizzazioni?

Le autorizzazioni vengono rilasciate dalle Regioni entro il 1° giugno di ogni anno, attenendosi tuttavia all’elenco ad esse trasmesso dal Mipaaf e pubblicato, altresì, sul Bollettino Ufficiale Regionale. Tale tipologia di autorizzazione ha valenza triennale e contiene:

  1. Il codice di identificazione dell’azienda
  2. Il titolo dell’autorizzazione
  3. Il codice identificativo della pratica
  4. La Regione che lo ha rilasciato e la data del rilascio
  5. Il termine di validità
  6. La superficie autorizzata

Tuttavia, se l’autorizzazione è rilasciata per il solo 50% della superficie richiesta, l’interessato può rifiutare senza incorrere in alcuna sanzione; dovrà però comunicare l’intenzione di rinunciare alla Agea sempre tramite il SIAN entro 10 giorni dalla pubblicazione dell’elenco.

Laddove, invece, si decida di accettare l’autorizzazione, a quel punto il vigneto impiantato dovrà permanere per almeno 5 anni (salvo eventi eccezionali) e se viene espiantato prima della scadenza del suddetto termine non potrà essere oggetto di autorizzazione al reimpianto.

Qualora l’azienda non intenda esercitare l’autorizzazione si applicheranno le sanzioni previste dal suddetto regolamento comunitario e dalle disposizioni nazionali; inoltre, non potrà beneficiarie del piano nazionale di sostegno.

Nel caso in cui, infine, l’azienda voglia effettuare l’impianto su un’area diversa da quella richiesta potrà chiedere la modifica della destinazione dell’autorizzazione solo se la nuova superficie rispetta le medesime condizioni che avevano condotto al rilascio dell’autorizzazione originaria.

Il registro delle autorizzazioni

Una volta effettuato l’ampliamento per il quale l’azienda vinicola aveva richiesto l’autorizzazione, sarà suo onere comunicare tale operazione entro 60 giorni alla Regione. Ciò al fine di consentire l’aggiornamento del Registro informatico pubblico delle autorizzazioni, dopodiché i nuovi impianti saranno inseriti nello schedario vitivinicolo. Il suddetto Registro è costituito nell’ambito del SIAN e contiene tutte le informazioni circa le autorizzazioni rilasciate ed è costantemente aggiornato con le autorizzazioni che di anno in anno si aggiungono, nonché consultabile sia da parte dell’autorità pubblica che da parte delle singole aziende.

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