Chi è competente ad irrogare le sanzioni previste dal Testo Unico del vino?

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L’argomento di cui tratterò in questo articolo fa riferimento ad un provvedimento del Mipaaf di circa un anno fa, tuttavia ritengo che sia di cruciale importanza per le dinamiche di ciascuna azienda del settore vinicolo.

Mi riferisco al Decreto Ministeriale del 12 Gennaio 2017, con il quale sono stati individuati i soggetti competenti ad irrogare le sanzioni previste all’interno del Testo Unico del vino.

Vediamo perché è così importante conoscere questo documento e quali effetti potrà avere sulla vita di ciascun produttore.

Il Decreto assumerà rilevanza cruciale allorquando gli ispettori dell’ICQRF rileveranno alcune attività in (presunto) contrasto con la normativa del settore vitivinicolo ed intendano, pertanto, procedere con l’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria all’azienda.

Diamo uno sguardo, innanzitutto, al testo del provvedimento e cerchiamo di riassumerlo in maniera schematica.

I primi soggetti a cui si fa riferimento sono i Direttori degli Uffici territoriali dell’ICQRF, i quali avranno il potere di comminare sanzioni alle aziende vitivinicole nei seguenti casi:

  • Violazione di norme previste dal Titolo VII del Testo Unico del vino, laddove l’importo massimo della sanzione non superi i 50.000€ 

In questa ipotesi è bene specificare che se la sanzione prevede una cornice edittale si dovrà guardare all’importo massimo astrattamente previsto (si pensi, ad esempio, all’art. 70, c. 1, che prevede la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 300 a euro 3.000); diverso il caso in cui la sanzione debba essere determinata in maniera proporzionale, poiché si dovrà fare riferimento al calcolo eseguito in concreto (si faccia il caso di una violazione dell’art. 71, c. 1, in cui si prevede una sanzione di euro 500 per ogni ettolitro di prodotto sofisticato: in questo caso è evidente che il massimo della sanzione rilevante ai fini della competenza dovrà determinarsi moltiplicando la somma di euro 500 per la quantità di prodotto riscontrata).

  • Art. 79, commi 3 e 4, Testo Unico del vino (Piano dei controlli)
  • Art. 81, commi 2 e 3, Testo Unico del vino (Tutela dei consorzi incaricati dei controlli)

Nei due casi appena specificati la competenza è espressa dalla legge in maniera tassativa senza alcun tipo di vincolo di natura quantitativa: se si ricade in una di queste ipotesi la competenza scatta in maniera automatica.

In secondo luogo, il Decreto individua e disciplina la competenza del Direttore Generale della DG – VICO. La competenza, in questo riguarderà i seguenti casi:

  • Sanzioni amministrative pecuniarie di importo superiore a 50.000€ 

In questo casi i parametri per la determinazione degli importi restano quelli già indicati.

  • Elenco tassativo di norme del Testo Unico del vino

Anche in tali ipotesi il provvedimento individua tutta una serie di infrazioni alle quali consegue l’automatica competenza del DG -VICO per l’irrogazione delle relative sanzioni.

Detto ciò, vediamo perché la conoscenza di tali disposizioni risulta assolutamente necessaria per ogni buon operatore vitivinicolo.

E’ presto detto, un errore da parte degli organi accertatori in merito al proprio riparto di competenze costituisce il primo motivo per il quale una sanzione apparentemente legittima può essere impugnata e di conseguenza annullata, senza neppure entrare nel merito della questione!

A questo punto, ciascuno di voi comprenderà come il tema dei vizi dei verbali di accertamento e contestazione emessi dalle Autorità pubbliche sia di cruciale importanza, poiché se compreso e conosciuto è potenzialmente idoneo a mandare a monte qualsiasi tipo di verbale di accertamento. Inoltre, i vizi che si possono riscontrare riguardano non solo le tematiche appena descritte ma coinvolgono tutta un’altra serie di ipotesi, sulle quali avrò modo di tornare nei prossimi articoli.

Per chi volesse, infine, leggere l’intero documento del Mipaaf si rimanda al seguente link.

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